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CENNI STORICI

 
Il turismo religioso affonda le sue radici in una delle più antiche pratiche “di viaggio” conosciute: il pellegrinaggio. A partire dal IV secolo fu Gerusalemme, con la tomba di Gesù e i luoghi della sua Passione, ad attrarre devoti, penitenti e cercatori della Grazia. In seguito, dopo le Crociate e, in particolare, dopo il 1244 (perdita di Gerusalemme) il pellegrinaggio in Terra Santa fu precluso ai cristiani.
 
Il pellegrino
Nel frattempo però, al volgere del Millennio, una nuova figura di pellegrino si era affacciata sulle strade d'Europa; l’homo viator. Portatore di una fede fondata sull’urgenza del rinnovamento e su una messa in gioco radicale, che presuppone l’abbandono in Dio, quest’uomo si lascia alle spalle le abitudini del quotidiano e, sulla strada, si pone alla conquista di una nuova dimensione spirituale. Visto in una prospettiva storica, quest'uomo nuovo non è solo un soggetto di devozione, è anche la materia prima di quel processo di definizione culturale che avrebbe portato alla formazione di una nuova Europa, fondata sui tre pilastri della fede cristiana, della lingua latina, dell’arte romanica.
 
Il risveglio della mobilità
Nei secoli in cui l’homo viator si metteva in cammino, un nuovo sistema di comunicazioni si veniva delineando: una rete viaria non più basata su quella romana, nata per favorire il controllo del mare nostrum e ormai abbandonata a causa della minaccia saracena, ma orientata verso il cuore del continente, con la finalità di collegare, prima ancora che le nascenti città, i grandi santuari della fede. Dopo secoli di silenzio e di inerzia sedentaria, il complesso sistema della civiltà romanica si affermò grazie al risveglio della mobilità.
 
Mete e cammini
Tramontato il sogno di poter pregare sulla reliquia più importante della cristianità, chiusa dentro l’inaccessibile Gerusalemme, due erano le mete continentali di questi imponenti fenomeni di convergenza e mobilità religiosa: la tomba dell’apostolo Giacomo a Santiago de Compostela e la tomba di san Pietro a Roma. Non a caso l’asse viario che collegava la Galizia alla capitale della Cristianità divenne il cardine della rete di comunicazione europea, una dorsale su cui si intrecciavano decine di altri “cammini”: quelli che da ogni punto d’Europa confluivano verso le due mete; quelli che fiorivano da essa con destinazione santuari, cattedrali, tombe e reliquie di santi, meta di pellegrinaggi minori.

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