I CAMMINI
Una sorta di grande Y, con la base a Roma, un braccio a Santiago de Compostela e l’altro a Canterbury: questa era l’ossatura dei “Cammini d’Europa” del Medioevo. Una struttura formata dal cosiddetto “Camino Francés” per Santiago, che dai Pirenei occidentali proseguiva per 774 km fino alla capitale galiziana, dal “cammino aragonese”, che collegava il precedente ai Pirenei orientali e al sud della Francia (Arles), dalla Via Francigena, che dalla Francia meridionale entrava in Italia attraverso il Monginevro e scendeva a Roma, e infine, dal Cammino del Nord (detto anche “di Sigerico”, o “Francigena di Sigerico”, dal nome del vescovo di Canterbury, che nel 990 lo percorse e ne descrisse le tappe). Quest'ultimo da Canterbury, in Inghilterra, attraversava tutta la Francia e superava le Alpi al Gran San Bernardo, confluendo nella Francigena a Pavia. Esistevano, poi, delle altre strade romee, che scendevano da Nordest dell’Europa, entrando in Italia e percorrendo un tratto lungo la costa adriatica prima di raggiungere Roma.
Il Camino de Santiago
Il punto d’arrivo è la tomba dell’apostolo Giacomo a Santiago de Compostela ma le strade per raggiungerlo sono molte: tutte fanno parte del sistema dei Cammini di Santiago. Il percorso più famoso è il Camino Francés (Cammino Francese), l’itinerario più antico e conosciuto che attraversa la Spagna settentrionale. Dal IX secolo gran parte dei Cammini di Santiago europei attraversano i Pirenei a Roncisvalle e a Somport e diventano il Cammino Francese a Puente La Reina. Il Cammino Francese attraversa le comunità di Aragona, Navarra, La Rioja, Castiglia e León e Galizia. Esiste un percorso utilizzato nel Medioevo per evitare di attraversare i territori occupati dai musulmani: è il Cammino del Nord che si snoda lungo la costa, tra le montagne e il mar Cantabrico. Il Cammino del Nord fu utilizzato anticamente dai pellegrini che provenivano dalla Francia, via terra, oppure dai paesi atlantici, via mare seguendo il cosiddetto Cammino Inglese. I primi pellegrini usavano questo percorso per passare in territori controllati da cristiani ed essere al riparo dai Mori. Quando la Spagna controllata dai cristiani si estese verso sud, i pellegrini preferirono camminare lungo il percorso francese, utilizzando il passo di Roncisvalle sui Pirenei e passando per Pamplona e Leòn. A Oviedo, nelle Asturie, parte inoltre il Cammino Primitivo, realizzato dal re Alfonso II il Casto nel IX secolo, per visitare la tomba dell’apostolo scoperta durante il suo regno. Dal Portogallo entra in Galizia il Cammino Portoghese, mentre un altro percorso è il Cammino del Sud-Est -Via dell'Argento. L’ultimo gesto che compivano molti pellegrini era arrivare all’Oceano: il tratto è il Cammino di Fisterra, quello che portava fino a Finisterre, punto considerato la fine del mondo.
Il punto d’arrivo è la tomba dell’apostolo Giacomo a Santiago de Compostela ma le strade per raggiungerlo sono molte: tutte fanno parte del sistema dei Cammini di Santiago. Il percorso più famoso è il Camino Francés (Cammino Francese), l’itinerario più antico e conosciuto che attraversa la Spagna settentrionale. Dal IX secolo gran parte dei Cammini di Santiago europei attraversano i Pirenei a Roncisvalle e a Somport e diventano il Cammino Francese a Puente La Reina. Il Cammino Francese attraversa le comunità di Aragona, Navarra, La Rioja, Castiglia e León e Galizia. Esiste un percorso utilizzato nel Medioevo per evitare di attraversare i territori occupati dai musulmani: è il Cammino del Nord che si snoda lungo la costa, tra le montagne e il mar Cantabrico. Il Cammino del Nord fu utilizzato anticamente dai pellegrini che provenivano dalla Francia, via terra, oppure dai paesi atlantici, via mare seguendo il cosiddetto Cammino Inglese. I primi pellegrini usavano questo percorso per passare in territori controllati da cristiani ed essere al riparo dai Mori. Quando la Spagna controllata dai cristiani si estese verso sud, i pellegrini preferirono camminare lungo il percorso francese, utilizzando il passo di Roncisvalle sui Pirenei e passando per Pamplona e Leòn. A Oviedo, nelle Asturie, parte inoltre il Cammino Primitivo, realizzato dal re Alfonso II il Casto nel IX secolo, per visitare la tomba dell’apostolo scoperta durante il suo regno. Dal Portogallo entra in Galizia il Cammino Portoghese, mentre un altro percorso è il Cammino del Sud-Est -Via dell'Argento. L’ultimo gesto che compivano molti pellegrini era arrivare all’Oceano: il tratto è il Cammino di Fisterra, quello che portava fino a Finisterre, punto considerato la fine del mondo.
Alle origini della cultura europea
Il meglio del romanico e del gotico della Spagna si incontra lungo il Cammino Francese, e la miglior letteratura epica trova qui il suo scenario. Il percorso, sebbene parzialmente modificato nel corso dei secoli, ricalca abbastanza fedelmente quello descritto nel Liber Sancti Jacobi o Codex Callixtinus, la prima “guida” dei pellegrini, scritta da un chierico francese nel 1140. Il Cammino di Santiago è entrata a far parte nel 1987 della lista UNESCO dei siti Patrimonio dell’Umanità come “Primo itinerario culturale europeo”.
Le Vie Francigene
Fra i numerosi percorsi “romei” (ossia diretti a Roma), che collegavano il Nord dell’Italia e dell’Europa con la capitale della Cristianità, uno dei più antichi è la cosiddetta “Via Francigena” o via proveniente dalla Francia. La sua origine risale all’età longobarda. Quando i Longobardi stabilirono il proprio dominio sull’Italia settentrionale e centro-meridionale, creando un regno con capitale Pavia (572), dovettero trovare un percorso sicuro, lontano dagli itinerari romagnoli e liguri controllati dai bizantini, per raggiungere i ducati posti al di là dell’Appennino; sì delineò così il percorso di Monte Bardone (Mons Langobardorum), che superava l’Appennino a Berceto e scendeva lungo la Val Magra fino all’antico scalo marittimo di Luni e alla Tuscia.
La strada dei Franchi
Quando ai Longobardi subentrarono i Franchi, il percorso venne ampliato e consolidato in direzione della Francia, da cui il nome di “francigena”, attestato per la prima volta in documenti di questo periodo (bisogna però tenere presente che il termine nel Medioevo comprendeva tutta la regione dei Franchi e quindi non solo l’odierna regione francese, ma anche tutto il bacino renano). Ampliamenti e consolidamenti furono creati anche in direzione di Roma e del papato, che in Carlo Magno e nei Franchi aveva dei preziosi alleati. Probabilmente fu allora che prese deciso impulso anche il pellegrinaggio verso la Città Eterna.
Una rete di tracciati
Va ricordato, però, come l’appellativo “Francigena” abbracciasse una direttrice viaria che nel suo svolgersi poteva assumere percorsi e denominazioni diversi (un insieme di tracciati usati in tempi diversi e forse con funzioni diverse, a seconda dei tipi di traffico, delle vicende politiche, delle stagioni e del clima: non una sola Francigena, dunque, ma tante Francigene, confluenti tra di loro in alcuni punti nodali), ma che sempre si distingueva per il suo orizzonte internazionale, perché metteva in comunicazione le città della penisola con l’Europa d’Oltralpe.
Cammini d’Europa
“Cammini d’Europa” è il nome con cui oggi si designa una rete di cooperazione internazionale nata con il sostegno dell’Unione Europea e finalizzata alla valorizzazione turistica integrata delle regioni toccate dai principali itinerari culturali che attraversano il continente, quali le Vie Francigene e i Cammini di Santiago. Una rete di istituzioni e organismi pubblici e privati che condividono una idea comune di sviluppo, che passa, da un lato, attraverso il sentimento di appartenenza a una cultura comune europea, dall’altro attraverso azioni e interventi concreti (dai servizi di accoglienza al sostegno dei prodotti locali).
Valorizzare il territorio
Il Cammino di Santiago e la Via Francigena, sono le più importanti direttrici di pellegrinaggio dell’Occidente Europeo. Fortemente integrate tra loro e con tratti comuni, questi percorsi, riconosciuti come “Itinerari Culturali Europei”, rappresentano un fondamentale veicolo di comunicazione e di scambio culturale ed economico. In questo contesto “Cammini d’Europa” mira a tradurre gli itinerari in uno strumento di promozione culturale del territorio; a creare una forte azione di identità europea, a stimolare la nascita di nuovi servizi turistici nelle diverse aree d’Europa, congiungendole ai grandi circuiti del turismo mondiale.

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