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PER INIZIARE

In acque calme di mare o lago si può iniziare a pagaiare da soli, in una bella giornata di tempo stabile, con un kayak "sit-on-top" con seduta sulla tavola, che non necessita di saper compiere la "manovra dell’eskimo", cioè rigirare il mezzo ribaltato da sott'acqua o di saper sganciare il gonnellino e uscire dalla canoa a testa in giù. Essendo semplicemente seduti liberi sullo scafo, se si è capaci di nuotare, nel caso raro di un ribaltamento, si farà solo un bagno e il rischio maggiore sarà perdere qualche attrezzatura. 
 
Aspetti da non sottovalutare
Non bisogna sottovalutare però i venti termici che si sollevano in genere nel pomeriggio, nelle giornate calde, anche con previsioni di alta pressione: possono rendere molto faticoso il rientro. Bisognerebbe anche controllare le previsioni meteo, i salti di vento sono un imprevisto ben noto a chi va per mare. Fate attenzione anche alla temperatura dell’acqua: pur se ben equipaggiati, la combinazione di indumenti bagnati e vento possono portare all’ipotermia e di conseguenza alla confusione e incapacità di nuotare. 
 
Come pagaiare
Per impugnare correttamente la pagaia, bisogna posizionare il remo centrato sopra la testa, con le due pale equidistanti ed afferrare il manico con gli avambracci ad angolo retto. Infilate la pagaia in acqua con le braccia distese, il più avanti possibile, verso la prua. Durante la remata, ricordatevi che non è solo il braccio più basso che tira verso di sé, ma anche quello superiore che spinge in avanti, sino a stendersi del tutto. La mano destra è fissa, la mano sinistra deve permettere al remo di ruotare, per inserire in acqua la pala sinistra nella giusta posizione (se si è mancini, al contrario). Una maggiore forza a destra porta il kayak verso sinistra e viceversa. Per aumentare la spinta, inclinate avanti il busto quando “prendete acqua”, quindi spingete con il braccio opposto alla pala mantenendolo alto davanti al viso, sino a stenderlo e farlo scorrere sul fianco. 
 
Organizzare un'escursione
Nell’organizzare un’escursione, quando non si padroneggia perfettamente la tecnica o si è carenti di allenamento, conviene scegliere baie e golfi chiusi, che garantiscono approdi sicuri con ogni vento, meglio se con spiagge sabbiose. Una strada costiera che effettui il periplo garantisce il recupero se non di dovesse riuscire a chiudere l’anello. Senza correnti contrarie un vogatore mediamente allenato percorre circa 5 chilometri all’ora, riuscendo però a mantenere la pagaiata costante per  3, massimo 4 ore. Attenzione alle rotte di traghetti e chiatte per le isole che hanno la precedenza e anche alle maree, che possono creare una forza contraria anche molto potente. 
 
La portata dell'acqua
Nelle discese dei fiumi tranquilli, la velocità aumenta in proporzione alla portata d’acqua, che può variare molto tra la primavera (stagione di massima) e l’inizio autunno – pieno inverno (periodi di secca, rispettivamente per i fiumi di pianura, ancora in attesa delle piogge, e per i torrenti montani, asciugati dal gelarsi delle sorgenti). Meglio informarsi in anticipo sulla presenza di sbarramenti e anche sugli orari di rilascio delle acque delle dighe, che possono favorire o rendere più impegnativa la discesa. 

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