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SCELTA DELLA DESTINAZIONE
 
Come per ogni avventura, forse ancora di più con la moto che regala il piacere di guidare, quello che conta non è la meta, quanto il viaggio. Questo però può essere meno piacevole, se non si sceglie il terreno adatto al modello che si cavalca. 
 
Percorsi di montagna
Le moto da strada trovano la loro collocazione ideale sui passi di montagna delle Alpi italiane o estere e dell’Appennino, ma anche sulle vicine vette balcaniche della Croazia o sui tornantoni dei Pirenei sia spagnoli che francesi, a condizione che l’asfalto sia buono e non troppo pieno di buche. 
 
Città e vie di grande comunicazione
Poiché si devono rispettare i limiti di velocità, per sicurezza e per legge, le autostrade o le strade di grande comunicazione possono risultare noiose e scomode, soprattutto per il passeggero, sulle lunghe distanze. Le gran cruiser e gli scooter patiscono meno i trasferimenti su strade principali e possono essere di gran comodità per un tour delle capitali europee o delle città d’arte, facendo evitare file ai semafori, traffico, problemi di parcheggio e simili. Oltretutto non hanno bisogno dei garage riservati dei grandi hotel e permettono il pernottamento in pensioncine economiche o guest-house. Anche nelle affollate e mondane località balneari, scooter e grand cruiser offrono un' indubbia comodità, anche solo per raggiungere la spiaggia. 
 
Mete per i più avventurosi
Le mete più ambite e frequentate, che richiedono un certo spirito di adattamento ed avventura, sono tutte “estreme” e distanti: Capo Nord in Norvegia (poco più di 4000 chilometri da Milano, via Helsinki), Cabo do Sao Vicente o Fim do Mundo sull’Atlantico portoghese (circa 3000 chilometri dal confine, lungo costa) , Finisterre nella Bretagna francese (circa 1450 chilometri via Parigi). Chi ha soldi e tempo, può spedire via nave il mezzo negli Usa, affrontando la traversata da Est  a Ovest, dall’Atlantico al Pacifico, lungo l’asfalto della mitica Route66. Le enduro più grandi, che ben si prestano al viaggio, amano alternare ampi sterrati e piste alle strade minori di campagna, sono “sprecate” sull’autostrada. 
 
Destinazioni europee
Molto gettonate, nonostante il clima piovoso che complica l’esperienza, le isole atlantiche (Irlanda e Gran Bretagna), per il fitto intreccio di  stradine secondarie tra i muretti di pietra, così come la campagna provenzale o del Centre francese, tutta dolci colline e mulattiere. In Grecia, visto l’indubbio risparmio a traghettare una “due ruote” sulle varie isole, l’enduro diventa quasi una necessità, vista la pessima condizione delle strade per raggiungere le spiagge più deserte. 
 
Il "profondo est"
Sempre più di moda, tra gli appassionati, il “profondo est”, da Mosca alla Siberia, sino a Vladivostock, attraverso le “nuove” repubbliche centroasiatiche (Kazakhistan, Khirghizistan, Turkmenistan, Uzbekistan): lunghe distanze con strade disastrate e impegnative, steppe spopolate e selvagge. 
 
Africa, America latina e grande Nord
Se si ha voglia di imbarcare “il motore” in un container, circa un mese prima del viaggio, l’America del Sud, con le lunghe strade polverose e deserte di Argentina e Cile, verso la Patagonia, sono il sogno che si avvera. L’enduro leggero e il cross, accompagnato da appositi mezzi di assistenza, trova pane per i suoi denti soprattutto nei deserti sahariani del Nord Africa e nel fango e ghiaccio dell’Islanda. 

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