ALIMENTAZIONE
Consumo calorico
Alimentarsi in modo corretto, prima e durante il trekking, è indispensabile per consentire alla "macchina muscolare" di funzionare al meglio, anche per più giorni. Il consumo energetico di chi svolge vita sedentaria è di circa 2000/2300 Kcal al giorno, ma può raddoppiare durante un'escursione in alta quota. In linea di massima, durante il cammino, un adulto consuma 6 kcal/kg/ora, che salgono a 9 Kcal/kg/ora se porta uno zaino di una ventina di chili.
Carboidrati, proteine e grassi
Carboidrati, proteine, grassi sono i carburanti per il nostro corpo; vitamine, acqua e sali minerali non forniscono energia, ma sono importanti nel ciclo metabolico. I carboidrati (pasta, riso, farinacei, biscotti, marmellata, ecc.) costituiscono la principale fonte energetica per l'escursionista e per chi pratica sport aerobici. Circa la metà dell'apporto alimentare complessivo dev'essere costituito da carboidrati, che il nostro organismo è in grado di metabolizzare in un tempo tre volte inferiore rispetto a quello richiesto dai lipidi. Tra i vari tipi di zuccheri, quelli contenuti nei farinacei e nella frutta hanno un assorbimento meno rapido, perciò garantiscono energia per più tempo. Il glucosio spesso presente negli integratori alimentari, può aiutare a superare una crisi energetica, ma non bisogna abusarne, altrimenti si possono avere effetti negativi (crisi ipoglicemiche).
È piuttosto difficile stabilire regole di alimentazione valide per tutte le situazioni; la cosa migliore è avere una dieta equilibrata e conoscere il proprio fisico. Non bisogna partire mai a digiuno, ed è meglio fare una colazione ricca di zuccheri e di liquidi. Privilegiate una dieta ricca di carboidrati complessi (biscotti, marmellata, ecc.), ad una eccessivamente ricca di grassi (salumi, formaggi poco digeribili, ecc.). Durante l'escursione, ogni due ore, fermatevi a mangiare alcuni biscotti o frutta secca, ma soprattutto reintegrate i liquidi persi bevendo, anche se non avete sete. A mezzogiorno non consumate un pasto abbondante; limitatevi a biscotti, frutta secca e formaggio. Se al ritorno da un'escursione vi sentite troppo stanchi bevete un buon tè caldo e riposate, poi consumate un pasto caldo. Durante trekking molto lunghi e faticosi bisognerebbe cercare di variare il più possibile l'alimentazione, la monotonia dei pasti potrebbe causare pericolose inappetenze. La dieta appropriata non può comunque sopperire alla carenza di allenamento.
La maggior parte dei percorsi di trekking delle nostre montagne sono serviti da rifugi, la cui apertura, almeno per quelli del CAI, è garantita dal 20 giugno alla metà di settembre; perciò è inutile caricarsi di cibo quando, anche con una cifra modesta, è possibile rifornirsi ai rifugi (in quelli del CAI sono previsti sconti per i soci; il piatto dell'alpinista è a prezzo fisso). Se vi capita di passare una notte nel locale invernale di un rifugio o in tenda, procuratevi subito un'abbondante scorta di acqua e di neve pulita. Eviterete così di dover uscire di notte o di mattino. Se alla sera arrivate ad un bivacco d'alta montagna, prima di mangiare copritevi con la giacca di piuma o mettevi dentro il sacco a pelo; eviterete così di disperdere il calore del corpo caldo dallo sforzo. Se avete in programma un trekking di più giorni, specie in luoghi isolati, calcolate esattamente i viveri necessari e suddivideteli in razioni giornaliere.


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