BABY VIAGGIATORI
Chi lo ha detto che i bambini, anche quelli “piccoli piccoli”, non possono viaggiare? Con gli accorgimenti giusti, i nostri cuccioli sanno spesso dimostrare d’essere viaggiatori attenti, curiosi, con grandi insospettabili capacità d’adattamento. D'altra parte anche noi "grandi" dobbiamo tenere conto delle loro necessità. E in particolare gli italiani sembrano essere sensibili su questo argomento. Secondo una ricerca di maggio 2010 dell'Osservatorio sul turismo di Europcar il 90% degli italiani che hanno figli sceglie la destinazione pensando alle esigenze dei bambini, non preoccupandosi (70%) se questo significa spendere di più. Del resto il 61% dei genitori che passa le vacanze con i propri figli si sente "ringiovanire", un beneficio che rende più leggero l'impegno di costruire le vacanze secondo le esigenze dei più piccoli. Ma quali sono gli accorgimenti da adottare per godere con serenità di una vacanza in famiglia? Tutto dipende dall'età del bambino.
I mutamenti che caratterizzano i primi anni del bambino sono infatti davvero tanti. Basta riguardare le vecchie foto dell’album o dei dvd che abbiamo loro dedicato. Tutto ciò comporta la necessità d’essere pronti, anche nel programmare un viaggio, ad interpretare le fasi della crescita.
Fino a un anno
Siamo al loro servizio: pannolini, biberon, creme, ricambio completo e acqua sempre a portata di mano, difficile pianificare i tempi, meglio ripiegare su programmi elastici che garantiscano ampi spazi di relax e l’eventuale recupero delle nottate perse. La trasportabilità è garantita dal classico passeggino ripiegabile.
Da uno a tre anni
L’acquisita e progressiva mobilità del bambino impongono una “vita da gregari”, ripagata dalle grandi soddisfazioni offerte dai viaggiatori in erba. Serve attenzione costante per prevenire cadute e capocciate: il pericolo è il loro mestiere. Meglio scegliere luoghi di vacanza caratterizzati da ampi spazi, possibilmente con aree ricreative loro dedicate. Intorno ai tre anni cominciano a spostarsi autonomamente, ma con scarsa resistenza. Per evitare faticosi trasporti “a spalla” si possono prevedere trasferimenti brevi e lunghe soste, meglio se in prati, spiagge e parchi.
Dai tre ai cinque anni
La parola d’ordine è interazione. I bambini diventano scout, spesso capi scout e per domare la loro volontà senza confini è buona regola assecondare le loro aspirazioni. Se il vostro obiettivo è visitare luoghi sconosciuti, il loro è giocare, sperimentare, stringere amicizie con altri bambini. Tenetene sempre conto.
Dai cinque agli otto anni
L’interazione genitori e figli è al massimo. Coinvolgeteli nella preparazione del viaggio, affidate loro compiti organizzativi, regalategli un bagaglio da gestire in autonomia, mostrate loro come si usa la fotocamera. Questo è il momento in cui potrete inoculare in loro il germe del viaggiatore.

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