RIFUGI
Se avete in programma un’escursione di più giorni su sentieri di montagna, la migliore, e spesso l’unica, soluzione di alloggio sarà quella del rifugio. Il rifugio, che dal nome dà un senso di gratitudine e sicurezza, è l’edificio in cui gli escursionisti arrivano alla sera o si fermano per una pausa del cammino. Il rifugio nel nostro immaginario, ossia il rifugio “alpino”, è nato sulle Alpi per ospitare i viandanti che valicavano i passi, ma nelle zone montuose di tutto il mondo, specialmente in Inghilterra e Nord America, ci sono edifici di questo tipo detti in inglese mountain hut o shelter.
Servizi
Sempre collocato lontano dai centri abitati e lungo le vie escursionistiche, il rifugio offre servizi alberghieri di base: bagni, cucina, luoghi per dormire, sale da pranzo. I rifugi inoltre sono in genere dotati di attrezzature di pronto soccorso. Alcuni rifugi, specialmente quelli gestiti dai Club Alpini, offrono un servizio di guide di montagna. La caratteristica più tipica del rifugio è quella della semplicità. Si dorme in camerate con letti a castello, si mangiano cibi semplici, si fa colazione presto al mattino prima di partire per l’escursione, si cerca di razionare l’acqua in modo che gli altri ospiti non rimangano senza. I prezzi in genere sono modici. Con il diffondersi del turismo sono nati però rifugi che assomigliano a piccoli alberghi o ristoranti, che affittano vere e proprie stanze, servono piatti elaborati e sono più costosi. Ospitano non solo escursionisti e alpinisti, ma anche sciatori o persone desiderose di mangiare cibi genuini durante una breve passeggiata.
Prenotazioni
È bene ricordare innanzitutto che quasi tutti i rifugi rimangono aperti solo nel periodo estivo, quando le vie escursionistiche sono accessibili. Se si ha intenzione di pernottare in un rifugio è sempre meglio prenotare. In quasi tutti i luoghi, se non si trova posto, non c’è un’alternativa. La prenotazione è valida in genere fino alle 20, dopodiché il posto è assegnato a altri escursionisti. Tradizionalmente si prenota per telefono, ma ora è quasi sempre possibile farlo on line, dal sito del rifugio. Ci sono molti database che aiutano nella ricerca dei rifugi. Non ci sono ancora database on line di tutti i rifugi Europei, bisogna fare la ricerca per nazione o catena montuosa. In genere si paga nel rifugio, ma a volte è richiesto un acconto. Specialmente quando i rifugi sono gestiti da un Club Alpino, i soci godono di uno sconto.
Consigli e comportamenti
Sarebbe bene informarsi, lo si può fare quasi sempre via internet, sui servizi offerti, per sapere se e quando vengono serviti i pasti e ci siano le coperte, in modo da portare eventualmente, cibo e sacchi a pelo. In ogni caso spesso il sacco a pelo rappresenta una soluzione comoda e igienica. Dalle 22 alle 6 nei rifugi vige la regola del silenzio. Se si entra nella camerata in questo lasso di tempo è buona norma fare il minimo rumore possibile. Una piccola torcia può aiutare a muoversi nel buio senza disturbare. Nelle camerate capita che ci siano persone che russano. Se si ha il sonno leggero, è meglio portare tappi per orecchie. Nei rifugi è buona norma non lasciare rifiuti: il loro smaltimento, spesso in elicottero, costa caro all’ente gestore. Bisognerebbe portare a valle almeno i propri e chiedere magari al gestore se c’è qualcosa d’altro da portare via. Informando il gestore sull’itinerario si possono infine avere consigli e suggerimenti e magari anche la sicurezza di qualcuno che verifichi il nostro ritorno.
Bivacchi
Da non confondere con i rifugi sono i bivacchi, strutture incustodite, usate dagli alpinisti per rifugio o pernottamento. Il bivacco è più piccolo del rifugio e non offre servizi organizzati, di pernottamento, pasti e riscaldamento. In genere i bivacchi offrono solo brande e a volte un tavolo, una stufa, un fornellino per cucinare. Se si prevede di dormire in un bivacco quindi, bisogna portare tutta l’attrezzatura per mangiare e dormire (vedi trekking e alpinismo, link). È uso fra gli alpinisti lasciare legna e generi alimentari per chi usufruirà del bivacco in futuro. A volte nella stagione in cui un rifugio è chiuso, alcune stanze rimangono aperte e accessibili e funzionano come bivacchi.

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